Il 28 gennaio 2019 le classi terze della Secondaria di I grado, accompagnate dalle prof.sse D’Angelo, Rotta e Zani, si sono recate a Pisa per una visita alla città, alla mostra sul surrealismo “Da Magritte a Duchamp” a Palazzo Blu, al murales di Keith Haring ed e al Museo del Calcolo: un’uscita didattica che ha voluto unire Arte, Tecnologia e Matematica incontrando una città, Pisa, che in tutti questi settori ha vissuto un ruolo da protagonista.

Prima tappa è stata Piazza dei Miracoli; così Gabriele D’Annunzio ha chiamato l’immensa piazza di Pisa su cui sorgono il Battistero, il Duomo, il campanile e il camposanto. E in effetti questi edifici di marmo bianchissimo sembrano apparizioni miracolose all’interno dell’immenso prato verde su cui si innalzano.

Scattate le foto di rito, ci si è incamminati verso l’Arno per raggiungere Palazzo Blu e la mostra temporanea “Da Magritte a Duchamp. 1929: il grande Surrealismo dal Centre Pompidou”. Suddivise in due gruppi e assistite da una guida, le classi hanno visitato la mostra, dove sono esposte circa 150 opere, tra collage di Max Ernst, maschere in filo di ferro di Alexandre Calder, sculture di Alberto Giacometti, fotografie di Man Ray e ancora oggetti surrealisti, disegni, dipinti e documenti che testimoniano la straordinaria avventura dell’avanguardia surrealista nel suo periodo più florido: gli anni intorno al 1929.

Usciti da Palazzo Blu ci si è diretti verso il famoso Murales “Tuttomondo”, dipinto da Keith Haring nel 1989, opera monumentale realizzata in soli quattro giorni dall’artista americano su una facciata della canonica della Chiesa di Sant’Antonio, in pieno centro città.

Nel pomeriggio il percorso di visita si è completato con il Museo degli Strumenti per il Calcolo; Pisa è anche la città di Galileo e i ragazzi hanno potuto osservare una collezione di macchine legate alla storia dell’Informatica, unica in Italia e importante anche a livello internazionale per completezza e qualità dei materiali, con rari esemplari dei primissimi grandi calcolatori nati proprio in Italia e nella stessa città di Pisa

Si sono potuti vedere da vicino anche pezzi rari o significativi come la Calcolatrice Elettronica Pisana (1961), esemplare unico, intorno alla quale si è formata la prima scuola italiana di informatica, o il Cray X-MP (1982), attraverso il quale vennero realizzati i primi “corti” della Pixar. Le macchine conservate al Museo, osservate in funzione e spiegate nei dettagli del loro comportamento, hanno permesso di comprendere i principi che ancora oggi guidano gli strumenti moderni e di ripercorrere la storia che, partendo dai calcolatori che per funzionare avevano bisogno di un’azione manuale (addizionatrici a cremagliera e macchine a tamburo che sono state sperimentate direttamente), ci ha condotto ai primi portatili degli anni ’70, ai Macintosh degli anni ’80, ai Commodore e agli Spectrum fino ai pc “IBM compatibili”,.
Ciò che ha colpito i ragazzi è stato il confronto con i propri smartphone: le macchine viste sono alle origini del processo di informatizzazione del nostro mondo, nel quale oggi siamo sempre più coinvolti.

Piazza dei Miracoli
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